San Tarcisio

 

Tarcisio era un ragazzino che frequentava le Catacombe di San Callisto ed era molto fedele alla vita di quella giovane Chiesa.

Negli anni di Valeriano le persecuzioni erano veramente brutali ed era diventato assai arduo il compito dei Diaconi e degli Accoliti, che dovevano portare l'Eucaristia dalle Catacombe alle carceri e agli ammalati. Erano tempi davvero duri e, un giorno, il sacerdote della Catacomba di Tarcisio, dopo aver preparato l’Eucaristia per la distribuzione agli infermi e reclusi, si guardò attorno per cercare qualcuno che si incaricasse di tale gravoso compito.

Una voce risuona nella Catacomba: "Padre, manda me"; la voce è quella di un giovane, Tarcisio appunto, che si offre volontario. “Ma sei troppo giovane!” rispose il sacerdote, ma egli replico: "Padre mio, la mia giovinezza sarà la miglior salvaguardia. non negarmi questo onore, ti prego!". Il dialogo si concluse poi così: "Tarcisio, ricordati che un tesoro celeste è affidato alle tue deboli cure. Evita le vie frequentate e non dimenticare che le cose sante non devono essere gettate ai cani né le gemme ai porci. Custodirai con fedeltà e sicurezza i Sacri Misteri?". "Morirò piuttosto di cederli", fu la risposta del giovanetto.

Tarcisio attraversò dunque le vie della città, evitando sia i luoghi molto frequentati sia quelli troppo deserti. Tarcisio accelerava il passo, raccolto in pensieri santi. Non distava molto dal carcere: c'era soltanto da attraversare una grande piazza, dove alcuni ragazzacci facevano baccano.

"Ci manca uno per completare la squadra ", gridava il caporione, "come facciamo?". Videro passare in quel momento Tarcisio, che era conosciuto da quei ragazzi, che però non sapevano che era un cristiano. Egli rifiutò l'invito a giocare e, nonostante essi insistettero, egli stringeva le mani al petto e rifiutava ancora. Ad un certo punto, il caporione, si accorge che egli incrociava le mani. Insospettito e curioso gli chiese cosa custodiva lì dentro. Egli strinse ancor più le sua mani, mentre gli altri cercavano di strappargliele. Poi giunse un signore anziano che capì che era un cristiano che portava il Santissimo Sacramento. Appena si seppe questo, iniziò il pestaggio: il sangue di Tarcisio cominciò a spandersi su quel luogo, mentre ormai i colpi e i calci non si contavano più. Giunse allora un ufficiale, segretamente cristiano, che intimò a quelle canaglie di andarsene. Appena la piazza fu libera, si chinò sul morente Tarcisio che gli disse: "Io sto morendo, ma il Corpo del Signore è salvo! Ti prego, portami dal sacerdote!". Giunto là, Tarcisio era già morto.

Subito le sue spoglie furono poste nelle stesse Catacombe di San Callisto.

Nel martirologio romano, san Tarcisio viene commemorato il 15 agosto, giorno dell'Assunta. Successivamente il martire dell'Eucaristia fu scelto come patrono dei ministranti e dei ministri straordinari dell’Eucaristia.

 

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