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STATUTO ASSOCIAZIONE DIOCESANA MINISTRANTI VITTORIO FUSCO VESCOVO Con Decreto del 10 dicembre 1960, il mio predecessore Mons. Corrado Ursi erigeva l’Associazione diocesana “Piccolo Clero”, al fine di “incrementare presso le parrocchie e le principali rettorie della diocesi il gruppo dei Chierichetti”, studiare e proporre “i mezzi adatti per la formazione dei giovinetti allo spirito dell’altare, cioè alla pietà della liturgica, alle sacre cerimonie, al canto corale” (art.1) Nei trentasei anni di vita associativa, gli aderenti, seguiti con la necessaria cura, hanno assicurato alle comunità cristiane lieto e generoso servizio liturgico e di essi, non pochi, sono divenuti presbiteri. Ora, tenendo presente la ricca esperienza dell’Associazione; ravvisata l’opportunità di un rinnovamento organizzativo per un più adeguata risposta del sodalizio alle istanze del Concilio Ecumenico Vaticano II e del successivo Magistero; avendo deciso di dare all’associazione un nuovo statuto e regolamento; Avvalendomi delle facoltà concesse dal diritto comune DECRETO 1. E’ approvato lo statuto- regolamento del suddetto sodalizio, d’ora innanzi denominato non più Piccolo Clero, bensì Associazione diocesana dei Ministranti; 2. Esso si compone di n. 10 articoli, e promulgato in pari data del presente decreto e ne costituisce parte integrante. Auspici Nardò 19 maggio 1996, Solennità dell’Ascensione del Signore Prot. N. 412/96 Sac GIUSEPPE PICA VITTORIO FUSCO Cancelliere Vescovo ASSOCIAZIONE DIOCESANA MINISTRANTI NATURA E SEDE 1. L’associazione diocesana dei Ministranti, posta sotto la protezione di S. Domenico Savio, è costituita dai Gruppi dei Ministranti presenti e operanti nelle parrocchie ed è retta da un consiglio diocesano. Ha sede in Nardò, via Incoronata, n. 4, presso il Seminario diocesano. SCOPI 2. Scopi dell’Associazione sono: · Assicurare la formazione spirituale e liturgica dei membri; · Suscitare in essi una viva coscienza ecclesiale e ministeriale; · Curare il servizio nelle celebrazioni liturgiche. AMMISSIONE 3. Possono farne parte ragazzi, giovani, adulti che: · Hanno ricevuto il Sacramento dell’Eucaristia; · Mostrano disponibilità a compiere il servizio liturgico con la dovuta formazione e frequentano i regolari corsi di catechesi proposti in Parrocchia; Si entra a far parte dell’Associazione con il rito della Vestizione. QUOTA ASSOCIATIVA E TESSERAMENTO 4. Ogni ministrante riceve annualmente la tessera di adesione e versa una quota libera. VESTE LITURGICA 5. Veste liturgica del ministrante è CONSIGLIO DIOCESANO 6. Il consiglio diocesano si compone dei seguenti membri: · Presidente, direttore, segretario-economo, consiglieri (uno per ogni forania della diocesi, designato dai responsabili parrocchiali della stessa forania); · Presidente è il Vescovo pro tempore che rappresenta l’associazione, nomina, per un triennio, il Direttore, il Segretario-economo, i membri del consiglio; collaborare con il Vescovo presidente nella responsabilità dell’Associazione; · Segretario-economo è un membro del consiglio, il quale prepara, d’intesa con il presidente, la convocazione del consiglio, redige i verbali dei lavori, conserva gli atti ed i documenti dll’Associazione, riscuote le quote associative, cura l’amministrazione di cui è tenuto a relazionare, annualmente, dinnanzi al consiglio. COMPITO DEL CONSIGLIO DIOCESANO 7. I compiti del consiglio diocesano sono: · Costituire in ogni parrocchia il gruppo dei ministranti; · Coordinare le attività dei gruppi parrocchiali; · Formare i responsabili parrocchiali con iniziative appositamente organizzate. · Indicare i sussidi per la formazione liturgico-spirituale; · Fissare la data del convegno diocesano e curarne lo svolgimento. VITA ASSOCIATIVA IN PARROCCHIA 8. Il gruppo parrocchiale è essistito dal parroco o dal vicario parrocchiale ed è diretto da un responsabile scelto dallo stesso parroco. 9. Compiti del responsabile parrocchiale sono: · Mantenere i rapporti con il consiglio diocesano, inviando ad esso annualmente una relazione, vidimata dal parroco, sulla vita e le attività del gruppo. · Aiutare i ministranti a vivere con impegno la vocazione battesimale e a mettersi sull’esempio di Gesù, a servizio della comunità; · Curare la formazione liturgica affinché i ministranti vivano attentamente, consapevolmente e con decoro il loro servizio all’interno dell’assemblea che celebra i divini misteri; · Presentare al parroco coloro che intendono far parte del gruppo parrocchiale dei Ministranti; · Stabilire i turni del servizio liturgico. NORME CONCLUSIVE 10. Il presente statuto potrà essere modificato o integrato su richiesta di almeno un terzo del consiglio. Le modifiche o integrazioni avranno efficacia solo con l’approvazione, mediante decreto, del Vescovo diocesano.
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